L'arte della
topiaria consiste oggi nel curare e sviluppare secondo regole e canoni
ben precisi siepi ed alberi in forme fantastiche e geometriche che in origine
del mondo greco e romano erano espressioni di ordine e rigore formale.
Una tecnica che nel Medioevo venne tenuta viva solo negli antichi
monasteri e nei conventi e che subì una riscoperta nel Rinascimento,
quando con uno stile essenziale, vennero elaborati boschetti e siepi di
mirto, tasso, alloro e bosso. Nei grandi giardini si valorizza l'imponenza,
mentre l'intimità prevale in quelli più raccolti. Una moda
estesa in tutta Europa, dall'Italia alla Francia e dall'Olanda alla Spagna.
Quando il lirico Breton coniò a Parigi nel 1924 il "Primo Manifesto
Surrealista", inneggiava ad una visione artistica e della vita in contrapposizione
con la statica tradizione, ispirandosi alle nuove teorie freudiane nel
campo della psicologia. In questo periodo nascono i giardini a labirinto,
quasi fossero un emblema del luogo, tortuoso e difficile cammino dell'uomo
verso la verità assoluta. Un luogo nascosto per incontri galanti
come i labirinti dei castelli di Woodstock in Inghilterra e di Shonbrunn
a Vienna. L'arte si esplica nella totale libertà di esistere ed
esprimersi raggiungendo l'apice con uno "stato di fantasticheria "supernaturalista"
immortalato ed esaltato dal poeta Apollinaire. Peripassato l'automatismo
alla Man Rayin una nuova estetica raffigurativa dell'interiorità
dell'artista e del fatto creativo.
Io credo che
un punto fermo di coesione, una saldatura, con quanto scritto e le nuove
opere pittoriche di Maurizio Brambilla si attuino nella scissione
fra realtà e mondo onirico attraverso il rigore di una "raffigurazione"
surrealista della natura struttura d'interiorità dell'uomo.
E' così
che mentre un Salvador Dalì materializzava nelle sue opere più
significative il "sogno", Brambilla esprime con i suoi giardini geometrizzati
e gli enigmi iniziatici o ideogrammi simbolici dei labirinti un ordine
naturale dove l'uomo d'oggi possa ritrovare armonia e conforto. E' chiaro
in opere quali "Topiaria e green"ed altre dove la natura è resa
armonica per il gioco del golf. Ricerca di ampi spazi. Calibrato dettato
delle proporzioni e rapporto segnico. Presenze statuarie significanti memorie
classicistiche nell'immobilismo temporale (evoluzione del rapporto spazio/
tempo nelle opere che presentai alcuni anni fa in una precedente monografia).
Linearità e semplicità espositiva nei vasti campi da golf
e nei giardini costruiti per giocare. L'esperienza formativa presso l'Accademia
di Brera ed il ruolo di scenografo al Teatro alla Scala di Milano sono
stati i due cardini fondamentali di un percorso culturale per la formazione
del giovane artista lombardo. Dominante nelle ultime opere pittoriche la
relazione tra immagine reale e fantasia che illumina realtà visibili
e percorsi dell'incrocio collettivo. Vibrazioni figurative di ascendenza
paesaggistica espressa con matericità cromatica omogenea e ben equilibrata
nei vari toni. E' il nuovo surrealismo raffigurativo di Maurrizio
Brambilla, con aspetti di realismo interiore interpretati magistralmente
in forma naturalistica. Un ambizioso traguardo raggiunto nella complessa
ricerca tra il proprio Es e l'arte, intesa nel senso letterale del
termine, da uno degli artisti contemporanei più coerenti e interessanti
nel vasto panorama italiano ed europeo.
Giuseppe
Patellaro Directeur
des Operations Editoriale International passport.
Maurizio
Brambilla GALLERIA
DIPINTI Fai "CLIK"
sulle immagini per osservare le opere ingrandite
"Le due veneri nel giardino" 70X50 - 1999
olio e acrilico su tela
"Pensando al Golf"
60X30 - 2000
olio e acrilico su tela
"Labirinto" Cammino dell'Uomo verso la Verità
70X50 - 2000
olio e acrilico su tela
"Topiaria" 30x50 - 2000
olio e acrilico su tela
"Spazi e Mare" 40x50 - 2000
olio e acrilico su tela
"Siepi nel Giardino" 30x50 - 2000
olio e acrilico su tela
"Green Alpino" 30x40 - 2000
olio e acrilico su tela
"Archi della Fantasia" 40x50 - 1999
olio e acrilico su tela
"Architettura con Gazebo" 40x50 1997
olio e acrilico su tela
"Architettura con Rose" 40x50 1995
olio e acrilico su tela
"Gazebo dei Sogni" 50x70 1989
olio e acrilico su tela
"Il Sonno di Dona" 40x50 1995
olio e acrilico su tela
"Illusione teatrale" 40x50 1996
olio e acrilico su tela
"Isola di San Giulio" 40x50 1997
olio e acrilico su tela
"Architettura con giardino" 40x50 1998
olio e acrilico su tela
"Viale della topiaria" 30x50 1999
olio e acrilico su tela
"Venere nel giardino" 30x50 1999
olio e acrilico su tela
"Geometrie nel giardino" 30x50 1999
olio e acrilico su tela
"L'alba sulla topiaria" 40x50 1999
olio e acrilico su tela
"Geometria e simmetria" 40x50 1999
olio e acrilico su tela
"Architettura con topiaria" 30x50 1999
olio e acrilico su tela
"Giardino della topiaria" 30x50 2000
olio e acrilico su tela
"Topiaria e green " 30x40 2000
olio e acrilico su tela
"La Venere del lago" 60x50 2001
olio e acrilico su tela
"Topiaria e green" 40x30 2000
olio e acrilico su tela
"Giocatore di Golf" 40x30 2000
olio e acrilico su tela
"Presenze nella topiaria" 60x50 2001
olio e acrilico su tela
"Giocatore di Golf" 30x24 2001
olio e acrilico su tela
"Giocatore di Golf" 30x24 2001
olio e acrilico su tela
"Giocatrice di Golf" 30x24 2001
olio e acrilico su tela
"Giocatore di Golf" 30x24 2001
olio e acrilico su tela
"Green mediterraneo" 30x24 2001
olio e acrilico su tela
"Giocatore di Golf" 30x24 2001
olio e acrilico su tela
"Labirinto: cammino dell'uomo verso la verità" 80x60 2001
olio e acrilico su tela
MAURIZIO
BRAMBILLA
Pittore e scenografo
- Nato a Milano nel 1952, si diploma all'istituto Beato Angelico di Milano
e nel 1975 ottiene il Diploma di Pittura e Scenografia all'Accademia di
Belle Arti di Brera, sotto la guida dei Proff. Tito Varisco e Domenico
Purificato. Ha partecipato a numerose collettive e concorsi, ottenendo
premi e riconoscimenti. In campo scenografico ha firmato scene e costumi
per vari teatri ed enti lirici e alla RAI TV di Milano.
Dal 1982 svolge
il ruolo di Commissario di esami di Scenografia presso l'Accademia di Brera.
GALLERIE
DI RIFERIMENTO
Galleria d'Arte
Gelmi - Sesto S. Giovanni
Galleria d'Arte
Eustachi - Milano
ESPOSIZIONI
E RICONOSCIMENTI PIU' RECENTI
MOSTRE
PERSONALI
1974 - Galleria
d'Arte "Lelli" Cagliari, presentazione Giuseppe Congiù
1975 - Galleria
d'Arte "Lelli" Cagliari, presentazione Giuseppe Congiù
1977 - Galleria
d'Arte "Pedrani" Legnano, presentazione Lucio Martelli
1977 - Galleria
d'Arte "Sant'Ampelio" Bordighera, presentazione Ciardi D'uprè
1978 - Galleria
d'Arte "Tesio" Milano, presentazione Ruggero Bottoni
1978 - Istituto
"Giovanni Verga" Milano, presentazione Carlo Franza
1979 - Galleria
d'Arte "Goja" Muggiò (Mi), presentazione Domenico Nicosia
1981 - Galleria
d'Arte "Goja 2" Vallecrosia (Im), presentazione Paolo Isotta
1982 - Galleria
d'Arte "La Nuova Sfera" Milano, presentazione Alberico Sala
1983 - Galleria
d'Arte "La Nuova Sfera" Milano, presentazione Dino Villani
1987 - Galleria
d'Arte "La Nuova Sfera" Milano, presentazione Antonio Carbè
1989 - Galleria
d'Arte "Goja 2" Vallecrosia (Im), presentazione Enio Bramato
1992 - Galleria
d'Arte "Eustachi" Milano, presentazione Giuseppe Martucci
1995 - Galleria
d'Arte "Spazio Gardenie" Cusano Milanino (Mi), presentazione Donato
Conenna
1996 - Circolo
della Stampa Milano, presentazione Donato Conenna
1999 - Spazio
Arte "Francoli Center" Ghemme (No) - presentazione Ezio Tamburelli
2002 - Galleria
"Immagini Spazio Arte" - Cremona, presentazione di S. Fappanni
2002 - Palazzo
Roncalli - Sala Magnani - Fondazione Vincenzo Roncalli - Vigevano, pres.
di G. Patellaro
2002 - Spazio
Arte "Francoli Center" Ghemme (No) - presentazione Ezio Tamburelli
Nel
1995 gli viene assegnato il "Premio Ambiente" per la Pittura.
Ha
tenuto una relazione sul tema "Pittura e Scenografia" al Rotary Club 204°
Distretto, Milano, ottenendo una medaglia di riconoscimento.
Nel
92/94 gli viene conferito il Premio Epifania, quale artista simbologico
a Milano.
Nel
1985 riceve la Targa Regione Lombardia come Pittore lombardo, per l'attività
svolta in campo ambientale.
Premiato
nella 2° Ediz. Del "Marzocco" - Firenze ' 78
Premio
"Città di Alassio" - 1° class. Nell'ediz. 78/79
Premiato
con Targa d' Oro della Regione lombardia al IV Concorso di pittura e scultura
"Hotel Hilton" (MI) ' 78
"Tocco
d'Oro" 1°Premio - "Hotel Gallia Excelsior" (MI) ' 79.
HANNO
PARLATO DI LUI
Ciardi D'uprè -
Lucio Martelli - Ennio Bramato - Paolo Isotta - Domenico Nicosia - Carlo
Franza - Giuseppe Congiu - Dino Villani - Alberico Sala - Antonio Carbè
- Giuseppe Martucci - Ruggero Bottoni - Donato Conenna - Giuseppe
Patellaro - Gian Piero Rabuffi - Ezio Tamburelli - Simone Fappanni - Tiziana
Cordani.
ALTRE
VOCI:
ALLA
SOGLIA DEL SOGNO
"...Tutto è così perfetto
e ben definito nelle immagini dei suoi giardini che al di là della
meravigliose composizione che ne risulta, si ha immediata l'impressione
del surreale.Nessuna bizzarria, tutto risponde a linee molto armoniose
a luci e colori che esaltano il disegno di fondo realizzato con autentica
qualità estetica, rendendo l'effetto di un immagine certamente gradevole.
A volte c'è qualche tocco al di sopra delle righe, come vuole il
Surrealismo che Maurizio Brambilla ha sposato da decenni con estrema convinzione
e, direi, con grande entusiasmo, ottenendo invidiabili risultati. E' innegabile
che nell'osservare i suoi quadri emerge la radicata tendenza dell'autore
alla scenografia: sembra sempre che abbia allestito un palcoscenico per
una maestosa rappresentazione. Osservando i suoi quadri ho l'impressione
che da un momento all'altro dalle immaginarie quinte di quel "palcoscenico"
debbano entrare gli attori, per una rappresentazione gioiosa, mai triste.
Queste sono le suggestioni fantastiche che suscita il surreale. Proprio
le opere di Brambilla sono capaci di creare l'atmosfera magica, incantevole,
di questo Surrealismo che oltrepassa i canoni del reale per lasciare spazio
alle pulsioni dell'interprete. Ogni suo quadro rivela scenari prospettici,
monumentali e ammalianti che confermano una grande unità poetica.
Nello specifico Brambilla ha scelto l'Arte Topiaria
per dare il meglio di se: giardini ornamentali di grande effetto con piante
e cespugli, inquadrate in una rigida geometria. Sebbene gli schemi siano
ben definiti, tutto sia descritto con impassibile minuzia, ecco emergere
le vere capacità artistiche dell'autore che rivaluta la componente
realistica con la sua irrazionalità e creatività; proclama
una dimensione dell'arte che va oltre al tradizionale.
Il "manifesto del Surrealismo" di Andrè
Breton è molto esplicito, troviamo concetti come questi: "l'uomo
questo sognatore definitivo....", "Cara immaginazione, quel che soprattutto
amo in te è che tu non perdoni", "Il meraviglioso è sempre
bello, qualsiasi meraviglioso è bello, e soltanto il meraviglioso
può essere bello"...
Ezio Tamburelli -2001
DI
UN AZZURRO PURISSIMO
"Milanese di nascita e di formazione,
Maurizio Brambilla è nato nel 1952 ed ha seguito giovanissimo la
propria vocazione, iscrivendosi al corso di scenografia e costume presso
l'Accademia di Brera, dedicandosi, con successo, all'attività di
pittore e firmando come scenografo scene e costumi presso i più
importanti teatri ed enti lirici dal 1976 al 1986. La critica lo ha subito
notato collocandolo, senza incertezze, nel filone di avanguardia della
schiera dei surrealisti, nel senso che egli è in grado di rappresentare,
con puntigliosa fedeltà il reale, senza tuttavia lasciarsene coinvolgere,
perché nei suoi quadri avvertiamo immediatamente la presenza della
fantasia, che trasfigura il reale senza intaccarne l'evidenza. Anzi, esaltandolo
attraverso il perfetto intrecciarsi delle linee, che sanno percorrere il
disegno di fondo, ma lo interpretano in vena poetica, coinvolgendo l'osservatore.
Infatti chi considera attentamente le opere del pittore, non può
far a meno di apprezzare la perizia tecnica dei dipinti, ma rimane turbato
da una componente emotiva, che fa la differenza tra i riprodutori del vero
e gli artisti. Dunque, sottolineata inevitabilmente la perfezione e la
nitida preziosità del disegno, quello che subito dopo ti colpisce
è le vibrante densità del colore, ben definito e tuttavia
differenziato e mosso, nella coralità dell'orchestrazione cromatica,
che costituisce un pregio e contribuisce a dare vigore e luminosità
alle opere di Maurizio Brambilla, figura ben evidente nel panorama attuale
della pittura. Soprattutto nelle sue opere più recenti, dedicate
all'arte sulla "topiaria" conseguenza naturale di un lungo impegno e di
una sapiente osservazione della realtà protratta negli anni, si
rileva un adensarsi nitido e commosso di atmosfere in perfetta sintonia
con i motivi ben evidenti della forma e del colore. Così la sua
arte ne risulta arricchita e più intensa, con i cieli che vibrano
tra i filari delle piante e con vetrate, distinti nel loro purissimo azzurro,
e tuttavia fusi sensibilmente con l'incisività della rappresentazione
scenica. In tempi, come quelli attuali, in cui gli artisti, più
o meno tali, vanno alla ricerca dello strano; del violento per far colpo
sul pubblico, l'armonia composta e complessa del nostro pittore, colpisce
piacevolmente e dà un senso di serenità spirituale e di appagamento
estetico che lo rende benaccetto alla schiera dei suoi estimatori".
Giampiero Rabuffi - 2000
L'IMMAGINAZIONE
NON E' AL POTERE
"...Siamo spettatori di un lento ma spasmodico
cammino sul sentiero della pur sempre inarrivabile perfezione. Il rapporto
è tra pittura verista, sia pure con forti inflessioni surreali,
con questo orizzonte, che è pur sempre "più in là"
del punto di arrivo formale. E' un punto ideale, per Maurizio Brambilla,
che costituisce soprattutto una sorta di simbiosi tra pittura e tecnica.
La tela diventa un campo privilegiato per il ricorso all'immagine "immaginata"
e, dunque, descritta con una minuziosità certosina, con una nitidezza
formale ed una chiara coerenza di toni e di seni. Ecco: la forza narrativa,
la padronanza dell'impianto cromatico, questo dialogo di luci e ombre,
segni e campiture.
Da questa "valenza" emerge, nitida, la sedimentazione
dei colori, la cognizione delle prospettive, la certezza tematica, pur
in presenza, molto spesso, di stazioni surreali di sottile ironia, ovvero
- ancor più affascinante - di situazioni in perenne attesa di un
evento indecifrato. In Maurtizio Brambilla si legge forte l'inquietudine
dei significati: il suo realismo irreale, ancorché formalmente ineccepibile,
viene avvolto dall'incisività del segno, tanto da sortire una sorta
di godimento della creazione figurale, una necessitata urgenza di significazioni
oggettive.."
Giuseppe Patellaro -1995
"Dal lavoro giornaliero che è quello di
dedicarsi all'allestimento di scene e d'arredo Brambilla presenta un'opera
che già nel cielo si carica di toni freddi e irreali, avvertendo
nelle comuni mollette dei panni di un "gioco domestico", silenzioso e costruttivo,
piano e solitario, vivace occasione di spazio e di tempo".
Carlo Franza - 1991
"...Abbiamo
così un artista che si mostra liberamente spinto verso una parziale
forma di surrealismo ancorato ai canoni di una certa pittura della realtà,
che è alla ricerca avanzata di una fisionomia la quale vuol far
sempre più affidamento sugli apporti della fantasia. Egli sfiora
gli orli della metafisica, va affinando la tavolozza con valori cromatici
singolari già ben definiti nella elaborazione di certi fondali
cosmici ed è orientato a raggiungere il volume senza fare eccessivo
affidamento sul segno e sui contrasti forzati di chiaro scuro. Si sente
così l'artista impegnato nelle opere più recenti, a creare
un'atmosfera intorno alle sue immagini ed a fare sentire la materia di
ciascun elemento, differenziarsi a seconda delle sue caratteristiche naturali,
con un più sentito passaggio di note che scandiscono i valori. La
sua è una ricerca che vuole arrivare a conciliare l'obbedienza alla
realtà oggettiva delle cose con le invenzioni della fantasia, in
modo che queste ultime riescano sempre a prevalere fino al punto di trascinare
in modo oggettivo l'osservatore nel discorso che il tema ha iniziato a
svolgere. Siamo di fronte ad un pittore serio, che si è dato una
base sulla quale può costruire con sicurezza, che si impegna a fondo
e quindi riuscirà sempre > più a dar corpo in modo ottimale
alle sue invenzioni che stanno tra la realtà e il sogno come è,
del resto, l'esistenza di chi non si accontenta di vivere vegetando meglio
che può, ma anche di pensare".
Dino Villani - 1983
"... E' una pittura di meditazione che pur essendo
nitidamente figurativa tende a istituire e suscitare atmosfere di tensione
metafisica. Una pittura che evoca le atmosfere di un grande pittore spagnolo,
purtroppo morto giovanissimo, Carlos Mensa, e in Italia, per esempio, le
composizioni di Romano Gazzera. Al fondo potremmo rinvenire le suggestioni
di Giorgio De Chirico, di certe sue battaglie..."
Alberico Sala -1982
"...Ad un occhio attento le sue opere
appaiono coerenza di colori, proprietà di forme e di segni che rivelano
un artista di solida preparazione e di profonda cultura, non soltanto specifica,
ma soprattutto cultura del mondo, della storia, dei suoi frammenti etnici,
delle sue sconfitte..."